Avvocato Valentina Ruggiero

“Non solo l’8 marzo, ma anche il 9, 10…come contrastare la violenza sulle donne”

Alla presenza di ben 5 presidenti, Mauro COVINO, Giada GIBILARO, Lucia VISCIO, Gloria Maria DIANI e Maria Grazia MIGLIAZZO, con la partecipazione di...

Alla presenza di ben 5 presidenti, Mauro COVINO, Giada GIBILARO, Lucia VISCIO, Gloria Maria DIANI e Maria Grazia MIGLIAZZO, con la partecipazione di più di 90 ospiti, lo scorso 9 marzo si è svolta una Serata Conviviale Interclub sul tema: “NON SOLO L’8 MARZO, MA ANCHE IL 9, IL 10 ….. COME CONTRASTARE LA VIOLENZA SULLE DONNE”.
L’Avv. Valentina Ruggiero è stata la Relatrice per questa Serata Interclub organizzata dal RC Roma Mediterraneo all’Hotel Parco dei Principi, insieme a RC Colosseo, RC Roma Cassia, RC Roma Giulio Cesare e RC Palatino.
L’Avv. Valentina Ruggiero è avvocato matrimonialista, esperta in diritto di famiglia, minorile e successorio. Ex Presidente della sezione romana dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia, fino al 2005 avvocato del Telefono Rosa, Coordinatore vicario nel “Progetto Famiglia” per il Tribunale e Corte d’Appello di Roma presso il Consiglio dell’Ordine di Roma, dal Luglio 2014 Delegata degli avvocati di Roma al Congresso Nazionale di Venezia per l’O.U.A. – Organismo Unitario dell’Avvocatura, Coordinatrice del protocollo presso il Tribunale Civile di Roma Sezione I per le spese extra dei figli minori e/o non autosufficienti economicamente, Commissario degli esami di avvocato sessione 2015 … e qui l’elenco potrebbe continuare, visto il ricchissimo curriculum dell’Avv. Ruggiero.

Quello che colpisce della società moderna – ha iniziato la relatrice – è il rendersi conto che oggi c’è molta più violenza rispetto al passato. Gli atteggiamenti educati, rispettosi e cortesi sono sempre più rari, mentre prevale l’aggressività e la prevaricazione. Quelli che studiano il fenomeno hanno evidenziato che ai nostri giorni le relazioni interpersonali sono ridotte ai minimi termini e i giovani hanno difficoltà a relazionarsi con gli altri. Le tecnologie telematiche sono una cosa importantissima e ci aiutano in molti settori ma resta il fatto che impediscono o per lo meno non facilitano le relazioni umane. Le donne lavorano e la famiglia non costituisce più un’oasi di tranquillità, mentre la vita è sempre più complessa, frenetica e stressante. Tutte queste concause creano un disagio che si riflette nella vita sociale e familiare. Gli atteggiamenti di violenza all’interno della famiglia iniziano sempre in modo blando per poi crescere nel tempo. Il compito degli avvocati, in quest’ambito, è cercare di capire se quegli atti possono condurre a situazioni di gravità e momenti stressanti per cui è necessaria una separazione tra i coniugi. La valutazione è una fase molto importante e delicata. Si cercherà sempre, in primis, di far trovare un accordo tra le parti ma qualora questo non sia possibile, l’avvocato cercherà di raccogliere elementi concreti e validi da portare davanti al Giudice perché questo possa prendere rapidamente la sua decisione. E’ un processo lungo e complesso e visti anche i tempi di giudizio, che non sono sempre velocissimi, si rende necessario mettere in atto strumenti di tutela. Per esempio, quando si configura una reale situazione di violenza si può ricorrere all’allontanamento preliminare del soggetto violento. Questa misura tende a offrire, nelle more del giudizio, una certa protezione per soggetto denunciante. Le iniziative prese a questo riguardo sono state tante e sono stati fatti enormi progressi. Soprattutto a Roma, sono state istituite case famiglia e di accoglienza che operano in prima battuta, per aiutare quelle persone che tentano di uscire da un habitat familiare cruento e difficile. Questo però non basta e ancora molto deve essere fatto. Gli strumenti ci sono, ma bisogna saperli applicare e occorre più coordinamento tra i vari servizi (forze dell’ordine, psicologi, assistenti sociali e avvocati) per raggiungere risultati più efficaci. A questo riguardo sono stati presentati numerosi progetti di legge e l’auspicio è che si possano raggiungere presto gli obiettivi prefissati.

L’argomento trattato è stato di grande stimolo per i presenti e molte sono state le domande e i commenti che si sono susseguiti dopo la relazione dell’Avv. Ruggiero.

La serata si è infine conclusa con un intervento dell’Avv. Loredana Carrillo, socia del RC Roma Palatino, che ci ha portato un paio di esempi di violenza e di stalking che ha avuto modo di affrontare in qualità di Pubblico Ministero. L’Avv. Carrillo ci ha menzionato un caso di violenza perpetrata nei confronti di una giovane donna ventiquattrenne, rea di aver lasciato il suo ex fidanzato con cui aveva convissuto e da cui aveva avuto un bambino. L’uomo ha iniziato a tenere comportamenti persecutori nei confronti della ragazza, dapprima con appostamenti, poi con una serie di telefonate e minacce. Presentata una denuncia alle Forze dell’Ordine, è stato emesso un ordine di allontanamento che però è stato disatteso e nel suo ultimo atto persecutorio l’uomo è arrivato ad accoltellare la ragazza e il padre, che era intervenuto per allontanarlo. Il ragazzo ora è in carcere per scontare la sua pena, ma questo è per dire che occorrerebbe una maggiore tutela per chi denuncia questi fatti. L’ordine di allontanamento esiste, ma è un precetto che spesso non viene osservato, e che costituisce quindi un semplice espediente. Altra cosa importante che l’Avv. Carrillo ha voluto poi sottolineare è che questo tipo di reati non maturano sempre in ambienti socialmente “bassi” ma ultimamente si sta assistendo ad un loro dilagare anche in ambienti socialmente più elevati ed ha menzionato un altro esempio di stalking che sta attualmente trattando, dove l’imputato è il primario di una nota clinica romana. Questo dilagare della violenza deve far riflettere e ci deve indurre ad essere molto attenti perché la violenza e lo stalking si annidano in tutti gli ambienti.

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